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Percorsi tra le Biennali 1948-1968

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La pittura nuova in Friuli e a Venezia


Percorsi tra le Biennali Percorsi tra le Biennali
Santomaso (1953) Santomaso (1953)
Licata (1956) Licata (1956)

Data: dal 27/03/2011 al 12/06/2011

Luogo: PARCO - Galleria d’arte moderna e contemporanea “A. Pizzinato” - Pordenone, viale Dante 33, Pordenone

Descrizione dell'evento:

Una grande mostra che PARCO propone dal 27 marzo al 12 giugno in contemporanea con la 54^ Biennale veneziana. La mostra, promossa dal Comune di Pordenone è curata Giovanni Granzotto con la collaborazione del Museo Civico d’Arte.

1948 – 1968, due date emblematiche per la storia italiana, e non solo, ma emblematiche anche per lo specifico dell’arte.

La Biennale del ‘48, all’indomani del più ampio conflitto del Novecento, segnò l’arrivo in Laguna e in Europa della nuova America. Fu un approdo deflagrante così come violento fu  l’impatto che riverberò sull’arte italiana da poco reduce dal Ventennio

La Biennale del ’68 cadde in uno degli altri momenti topici della storia del Novecento in Europa, e visse il clima di contestazione che partito da Parigi dilagò in Italia e in tutta Europa. Fu la Biennale di Arp, Bacon, Dubuffet, Duchamp, Fautrier, Hartung, Man Ray, Oldenburg. Rothko, Rauschenberg, Warhol ma anche di Tacredi, Severini. Burri, Balla, Deluigi, Colombo, Fontana, Pascali. Insomma un momento magico, che suggellava un ventennio di sconvolgimenti, di novità che nel frattempo erano state metabolizzate, di virus inoculati e in parte persino già inattivati.

La mostra pordenonese tiene tutto questo come sfondo per affrontare, in modo finalmente sistematico, il “locale”, posto come tassello rappresentativo del “generale”. I riflettori sono rivolti ai pittori friulani e veneziani  che parteciparono appunto a quelle esposizioni.

Per la capacità di fascinazione e captazione della città lagunare, tra i veneziani la mostra considera anche quelli di a”adozioni”, come Guidi, Tancredi, Deluigi, Licata ecc, Limita però l’aggettivo  “veneziani” alla sola città senza estensioni, quindi, alla terraferma veneta. La mostra poi ha scelto di delimitarsi nello stesso ambito della pittura, rinviando a successivi apprendimenti scultura e arti applicate; di qui l’assenza forzata dalla mostra stessa di artisti come Dino Basaldella, Alberto Viani e di altri protagonisti di quel fatidico ventennio.

Il motivo e il significato stesso di questa rassegna – afferma Giovanni Granzotto che ne è il curatore - sta nel tentativo di rappresentare gli straordinari momenti di scambio e di innovazione vissuti da una componente fondamentale dell’arte visiva, nel cuore - in quegli anni - dell’arte stessa: Venezia;  cercando di riportarli e spiegarli dalla parte degli artisti veneziani e friulani che contribuirono a fare grandi le Biennali in quegli anni.

La ricerca si concentrerà su quelle generazioni che, anche percorrendo il solco della pittura iconografica, hanno comunque contribuito allo svecchiamento e allo sviluppo della pittura contemporanea; con una particolare sottolineatura per quei maestri che hanno davvero partecipato alla formazione delle avanguardie storiche del dopoguerra. A parte quindi l’eccezione Virgilio Guidi, non si incontreranno artisti nati nel diciannovesimo secolo.

In mostra vengono presentate circa 220 opere, con nuclei più  estesi (8 – 10 opere ciascuno) per Afro, Edmondo Bacci, Mario Deluigi, Virgilio Guidi, Riccardo Licata, Gino Morandis, Anton Zoran Music, Armando Pizzinato, Bruno Saetti, Giuseppe Santomaso, Emilio Vedova e Giuseppe Zigaina e con ambiti comunque rilevanti (6 – 8 opere, ciascuno) per Giorgio Celiberti, Luciano Gaspari, Alberto Gianquinto, Tancredi e Vinicio Vianello. Anzil, Maria Baldan, Saverio Barbaro, Ferruccio Bortoluzzi, Gustavo Boldrini, Renato Borsato, Carlo Ciussi, Federico De Rocco, Giuseppe Gambino, Toni Fulgenzi, Bruna Gasparini, Carlo Hollesch, Albino Lucatello, Cesco Magnolato, Leone Minassian, Mirko, Giorgio Dario Paolucci, Fred Pittino, Saverio Rampin , Carmelo Zotti completano la grande panoramica.

Naturalmente le opere scelte sono rigorosamente legate alla produzione relativa agli anni delle esposizioni di questi maestri alle Biennali, con molte opere proprio presenti alle stesse Biennali.

La mostra è accompagnata da un catalogo di circa 360 pagine riportanti tutte le immagini dei dipinti esposti, edito da Antiga. Nel catalogo, oltre ai testi di Giovanni Granzotto e Gilberto Ganzer (quest’ultimo focalizzato sugli artisti friulani alle Biennali), compaiono interventi di Antonella Alban, Franco Batacchi, Michele Beraldo, Giovanni Bianchi De Luigi, Leonardo Conti, Mauro Corona, Lorena Gava, Dino Marangon, Barbara Morandis e Ennio Pouchard.

Comitato scientifico della mostra è composto da: Giovanni Granzotto, Franco Batacchi, Giovanni Bianchi De Luigi, Angelo Crosato, Gilberto Ganzer, Dino Marangon, Ennio Pouchard.

La mostra è sostenuta da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione C.R.U.P. e da Gruppo Euromobil e da Assicurazioni Generali.

Orari:
da lunedì a venerdì 15.30 - 19.30
sabato, domenica e festivi: 10.00 - 20.00

Domenica 24 e lunedì 25 aprile APERTo dalle 10.00 alle 20.00

Mattine dal lunedì al venerdì apertura su prenotazione per gruppi di almeno 10 persone (almeno 2 giorni di anticipo).



 

Ufficio Stampa:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
tel. 049.663499 info@studioesseci.net www.studioesseci.net

Organizzatore: Comune di Pordenone e Studio d'arte GR

Contatto telefonico: 0434 523780 – 392935

Contatto email: info@artemodernapordenone.it

Sito web: http://www.artemodernapordenone.it

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